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L’uniforme regolamentazione della risoluzione alternativa delle controversie con i consumetori

RIASSUNTO:

La Commissione europea si è prefissa di creare un sistema di risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori uniforme per tutto il territorio dell’Unione, convinta di attuare in questa maniera i diritti dei consumatori. Nel presente saggio si analizza la direttiva 11/2013/UE, anche attraverso il recepimento che ne ha fatto il legislatore italiano nel Codice del consumo (d.lgs. 6 agosto 2015, n. 130), e si mette in discussione la reale perseguibilità dell’obiettivo che la Commissione si è dato.

Sommario:

1. Premessa. – 2. Gli obiettivi della UE in materia consumeristica. – 3. L’interesse alla risoluzione alternativa per le istituzioni europee. – 4. L’ambito di applicazione generalizzato della normativa comunitaria in materia di CDR. – 5. L’uniforme trattamento delle controversie dei consumatori. – 6. Requisiti qualitativi minimi degli organismi e promozione dell’accesso alle procedure CDR. – 7. In particolare, l’imparzialità e l’indipendenza. – 8. La procedimentalizzazione delle CDR e la decisione. – 9. Procedimento improntato alla massima correttezza e obblighi di informazione. – 10. La domanda di CDR. – 11.Conoscibilità delle CDR da parte dei consumatori e dell’impresa. – 12. Monitoraggio degli organismi CDR e ruolo della Commissione. – 13. Il regolamento relativo alla risoluzione delle controversie online dei consumatori (regolamento ODR per i consumatori). – 14. Conclusioni.

Parole chiave:

ADR; arbitrato; Mediazione; ODR;

Gina Gioia

Professore aggregato nell’Università degli Studi di Viterbo

Rivista Italo-Spagnola di Diritto Processuale

Volume: 1-2018

Madrid, 2018

Lingua: Italiano