Invio dei lavori


Criteri di qualità

  1. Utilità: in materia giuridica poche volte si lavora a livello sperimentale. Perciò i lavori che si intendono pubblicare devono provare a colmare questa lacuna, identificando chiaramente il problema insoluto allo stato della scienza giuridica. Il lavoro, che presenti una soluzione innovativa o creativa, sarà considerato buono sempre che la conclusione abbia una base scientifica e un riflesso nella pratica che può essere dimostrato, tra gli altri metodi, attraverso l’analisi della giurisprudenza. Salvo che sia manifestamente assurda, la soluzione innovativa può essere accettata per la pubblicazione, indipendentemente dal suo ipotetico successo. Del resto tale previsione potrebbe essere attendibile solo ove si potesse effettuare uno studio sul campo, molto difficile da realizzare, per le difficoltà intrinseche di ottenere un campione sufficientemente rappresentativo, capace di conferire allo studio giuridico l’auspicata attendibilità.
  2. Sufficienza delle fonti: il lavoro scientifico deve lasciar trasparire la consultazione  delle opere più rappresentative nella materia trattata, senza però riportarne il contenuto pedissequamente e in maniera massiccia. È necessario che le idee già espresse in precedenza da altri autori vadano identificate e possibilmente discusse. Anche se gli articoli dovessero presentare poche citazioni o scarsa letteratura, non possono prendere le mosse dalle idee principali di altri autori senza che questi vengano citati. Ciò a maggior ragione quando si perviene alle medesime conclusioni già esposte in maniera originale in altri lavori. L’omissione può essere accettata esclusivamente nel caso in cui la fonte dell’idea originale non sia facilmente reperibile. La redazione dell’articolo, perciò, deve essere imprescindibilmente preceduta da un lavoro di documentazione.
  3. Analisi storica: i lavori giuridici che affrontano problematiche che si erano poste anche nel passato richiedono un’analisi storica. Da essa devono emergere anche le soluzioni trovate a suo tempo e la loro applicazione pratica, laddove conoscibile. Ciò non vuol dire che vada elaborato un lavoro di storia del diritto in ogni studio. Si richiede solamente che l’autore non ignori che in precedenza altri giuristi abbiano riflettuto sulle questioni affrontate, in maniera che tali riflessioni possano essere colte e possano facilitare l’approdo alle tesi adottate dall’autore. In questo senso, sarebbe preziosa, anche se difficile, la scoperta di precedenti finora sconosciuti riguardanti il problema studiato.
  4. Diritto straniero e comparato: il mondo globalizzato - cui si può accedere con la  semplice connessione a internet - impone che l’Autore di un lavoro di ricerca che possa considerarsi autorevole debba aver consultato il diritto straniero, perlomeno nelle lingue conosciute. Come la storia, il diritto straniero, attraverso l’analisi del contrasto di esperienze, riflessioni e risultati, perfeziona le idee di qualsiasi indagine, cosicché in nessuno studio si può trascurare l’opportunità di confrontare le proprie idee con quelle degli altri, che hanno come riferimento altri contesti.
  5. Rassegne: sono lavori utili rispetto a quegli argomenti la cui trattazione finora è stata molto disordinata, soprattutto quando ci sono numerose fonti, per cui può risultare utile l’esposizione dello stato delle cose. Tali lavori intermedi saranno valutati soprattutto sul piano della completezza storica e bibliografica. Pur se non arriveranno ad alcuna conclusione innovativa, devono poter essere un importante passo per la ricerca futura. La semplice ricapitolazione dottrinale o giurisprudenziale, priva di uno sforzo ricostruttivo, non sarà accettata.
  6. Novità della pubblicazione: ai fini della pubblicazione in questa Rivista, è indifferente che il medesimo lavoro sia già stato pubblicato in un’altra rivista o in un volume. La pubblicazione sarà sempre accordata ove il lavoro soddisfi i primi quattro criteri, o il quinto, per le rassegne.

Norme di redazione

  1. Caratteristiche comuni e normi di redazione

    • Titolo
    • Nome e Qualifica DELL’AUTORE.
    • Abstract: che indichi le principali conclusioni dello studio (max. 500 caratteri spazi inclusi) e relativa traduzione in inglese.
    • Sommario
    • Testo: Times New Roman 12 / Note a piè pagina: Times New Roman 10. Spazio tra i paragrafi: 12.
    • Lingue: italiano, spagnolo e inglese.

  2. Citazioni_ Tutte le opere citate devono contenere i dati per essere facilmente localizzabili. Non si impone alcun sistema di citazione.

    Per comodità è preferibile seguire le indicazioni e la formattazione del file allegato

  3. Lingua degli articoli: italiano, spagnolo e inglese.I lavori vanno inviati al seguente indirizzo e-mail: rivitsproc@gmail.com